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Campane e campanili Cremaschi
I Crespi

I FONDITORI  "CRESPI"  (su gentile concessione del sito "www.campanariambrosiani.org")

Famiglia di fonditori cremaschi attivi fin dal XV secolo, con una campana accertata del 1498 riportante il nome Crespi, Membro illustre fu Domenico Crespi (1703-1765) fonditore di ottime campane, tra le quali quelle del Duomo di Crema, e costruttore di orologi. La sua attività lo portò a diversi spostamenti, tra gli ultimi in territorio veronese che frequentò dal 1754 al 1758.
Da scritti del sacerdote cremasco Angelo Zavagliosi legge “dall’officina Crespi per circa un secolo e mezzo dal 1750 al 1898, anno in cui cessò, uscirono ammirati concerti che andarono a rallegrare borgate e villaggi del cremonese, del bergamasco, della Brianza e del milanese…
Nell’800 troviamo Giovanni a capo della fonderia per poi passarla nell’ultimo decennio del secolo ai figli Alcide e Calisto, mentre un altro figlio, Giacomo III, emigrò a Spalato (Croazia) aprendo una fonderia in società che portò il nome “Crespi–Jakov Cukrov” che proseguirà col figlio Sigismondo Giuseppe fino al 1928.
Nel frattempo nella fonderia della città natale, situata presso Porta Ombriano (che non chiuse come riporta erroneamente lo Zavaglio, ma fu solo ridimensionata nelle attività) ad Alcide Crespi si susseguì il figlio Remigio Marco.
Il figlio di Sigismondo Giuseppe, Giacomo IV, che tornato in Italia già aveva avviato una fonderia di ghisa a Milano nel 1933 e una di bronzo a Sanpierdarena nel 1937, decise di riaprire la fonderia di campane a Spalato nel 1938 con il nome “Fonderia di campane Giacomo Crespi”.
Ritornò a Crema dopo che il governo juguslavo requisì la fonderia di Spalato nel 1944 aprendo una sua fonderia con i restanti parenti continuando l’antica tradizione fusoria cremasca dei Crespi fino al 1958.
Nel 1959 emigrò con tutta la famiglia in Brasile fondando la fonderia Crespi – Marenco con il genero Sergio Marenco.

                                                      

                                                                                                  
Testo a cura di Marvin Corno


Note
(1) La fonderia al termine della seconda guerra mondiale ricevette la campana in oggetto dalla parrocchia di Moscazzano (Cr) per essere rifusa. cf. L. Cavalletti – I Crespi, antichi artigiani fonditori di campane – Leva Artigrafiche – Crema 1985 pp. 48 -48
(2) A. Bavaglio - Storia della chiesa parrocchiale di Ss. Trinità in Crema - manoscritto, 1922.

Bibliografia
L. Cavalletti – I Crespi, antichi artigiani fonditori di campane – Leva Artigrafiche – Crema 1985
L. Guerini – Campane e campaner – Gruppo Antropologico Cremasco – Centro Editoriale Cremasco – Crema 2007




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